Holi festival – India

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Holi, il cosiddetto Festival dei Colori, è in India una delle manifestazioni più attese di tutto l’anno. Tra le feste più antiche della mitologia Indù, viene celebrata il giorno successivo alla prima notte di luna piena (Dhulhendi) nel mese di Phalgun, che segna anche l’inizio della primavera…

Durante la sera della luna piena, vengono accesi i falò per allontanare gli spiriti e celebrare la vittoria del Bene sul Male. Il giorno successivo, la gente si ammassa nelle strade per eseguire il rito principale e più noto dell’Holi: il lancio di acqua e polveri colorate.

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I festeggiamenti prevedono canti, balli e lancio di polvere colorata per le vie delle città e dei villaggi. La gente con i volti dipinti si trasforma in una vera e propria macchia di colore, lanciando secchiate di vernice o polvere colorata.

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Holi è una festa gioiosa, una sorta di inno alla vita per celebrare il trionfo del bene sul male. È anche la festa della fertilità, che segna il passaggio dal gelo dell’inverno allo sbocciare della primavera, il periodo in cui la natura fiorisce a nuova vita.

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Non a caso, celebrare Holi è considerato anche un modo per ingraziarsi le divinità affinché facciano in modo che i raccolti siano ricchi e abbondanti. Nelle diverse zone dell’India la festa prende nomi diversi e viene celebrata con numerosissime varianti, pur mantenendo sempre lo stesso spirito gioioso che la caratterizza.

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È una festa molto antica: alcune incisioni su pietra ritrovate a Ramgarh, nel Nord-Est dell’India, ci mostrano come le prime celebrazioni della festa di Holi risalgano addirittura a 300 anni prima della nascita di Cristo.

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Numerosi dipinti murali presenti all’interno di antichi templi induisti testimoniano come la celebrazione della festa fosse già molto diffusa anche nei secoli scorsi.

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Questa festività trae le sue origini dalle antiche leggende della mitologia indù. La notte prima della festa avviene la celebrazione di Holika Dahan: vengono accesi dei grandi roghi, con lo scopo di scacciare gli spiriti del male con la potenza del fuoco. Ad ardere fra le fiamme è infatti il fantoccio del demone Holika, sorella di Hiranyakashipu.  Secondo la leggenda Hiranyakashipu si considerava il padrone di tutto l’Universo, superiore a tutti gli dei. Suo figlio Prahalad, tuttavia, era devoto a Vishnu, divinità del bene.  Hiranyakashipu decise di punire il figlio per il suo “tradimento” e ordinò a Holika di ucciderlo dandogli fuoco. Grazie alla protezione di Vishnu, Prahalad riuscì tuttavia a sfuggire all’agguato, mentre Holika morì vittima della trappola di fuoco che lei stessa aveva preparato. Il termine “Holi”, che offre il nome alla festa, non a caso significa proprio “brucia”.

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Il secondo giorno di festa è la giornata principale della celebrazione di Holi, nonché la più attesa da tutta la popolazione. Bambini, adulti, anziani, tutti si riversano nelle strade vestiti di bianco e cominciano a rincorrersi, a danzare, a scherzare e a lanciarsi addosso acqua mescolata con polveri colorate. È un tripudio di balli, canti, grida gioiose e tanti, tanti colori. Nessuno è escluso dal lancio dei gavettoni colorati, neanche gli animali o gli ignari turisti di passaggio. Ogni colore ha un suo significato particolare: il verde rappresenta la vitalità, il blu la calma e l’armonia, l’arancione rappresenta l’ottimismo e il rosso la gioia e l’amore.

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Dopo aver “imbrattato” la propria vittima si esclama a gran voce: “Bura Na Mano Holi Hai!”, che significa: “Non ti preoccupare, è Holi!”. Durante questa giornata di festa, infatti, le regole della vita di tutti i giorni vengono meno e anche le rigide strutture sociali si trovano ad essere sovvertite. Per un giorno, ricchi e poveri si ritrovano a festeggiare assieme, ogni barriera di divisione fra le caste viene abbattuta. Anche le donne che, troppo spesso, si trovano a vivere in condizione di inferiorità rispetto agli uomini, possono finalmente prendersi la loro rivincita. In alcuni villaggi è addirittura usanza che le donne picchino scherzosamente gli uomini con dei lunghi bastoni.

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Anche l’abitudine di lanciarsi addosso polveri colorate trae origine da una leggenda induista, che parla del grande amore fra Krishna e Radha. Si narra che un giorno Krishna, geloso per la bellezza della pelle della sua amata Radha, decise di dipingerle la faccia, per renderla più simile alla propria. Proprio per questo, nel giorno di Holi gli innamorati usano dipingersi il volto a vicenda, in modo da sancire i propri reciproci sentimenti.
Clelia Nocchi

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