‘Ndocciata – Agnone

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“La ’Ndocciata è cosa antica dicevano gli avi e i contadini, quando all’imbrunire, dal campanile più alto si ode il suono della campana maggiore. ad Agnone si fa silenzio. Un fiume ardente corre per le strade. Solo il crepitio dei legni delle ‘ndocce, delle ginestre in esse contenute, diventano il sottofondo sonoro di un momento sacro…..il fuoco che divampa, l’odore acre dei carboni, il fumo che sale come respiro ancestrale del popolo dei monti. Non si può descrivere né comprendere la ‘Ndocciata senza averla vista almeno una volta”.

Agnone, in Molise, sorge a 800 metri in provincia di Isernia. Ogni anno l’8 e il 24 dicembre, nel piccolo borgo si svolge il più antico rito del fuoco, probabilmente risalente all’anno mille. Nato in una società agricola che ora pian piano si sta sgretolando, è rimasto comunque a meravigliare ancora coloro che vogliono assistere a questo spettacolo. Le ‘ndocce, una sorta di grandi torce, costruite a raggiera con abete bianco e ginestra, in passato erano fonte di auspici per il raccolto.

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Se la fiamma si muoveva, spinta dal soffio del vento del nord, allora il raccolto sarebbe stato buono, cattivo se spinta a sud. Bisogna arrivare presto se si vuole entrare nella magia della ‘Ndocciata. Bisogna parlare con la gente, ascoltare i loro racconti, assistere alla costruzione delle ‘ndocce. Lasciarsi avvolgere dalle fredde ombre della sera e dal suono delle zampogne..

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Coloro che daranno vita alla processione trasportando le enormi torce, controllano e rifiniscono il loro prezioso carico, poi ognuno si avvolge nel nero mantello, che in ogni famiglia viene tramandato di generazione in generazione, e aspettano con ansia l’accendersi dell’incanto. Anche alcuni bambini   vengono fatti sfilare , per loro sono state fatte ‘ndocce più piccole, ma l’orgoglio di partecipare è il medesimo degli adulti.

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I figli dei sanniti si svestono dai loro ruoli quotidiani ed entrano in un altro mondo, il mondo dei loro padri, trascinando tutti i presenti. Alla fine, il falò della fratellanza brucerà tutte le ‘ndocce. In cerchio si assiste al rito atavico che si compie. Le fiamme scacceranno gli spiriti maligni, la luce vincerà sul buio. un messaggio di pace sale alto con le lingue di fuoco a scaldare i cuori, come una preghiera.    Clelia Nocchi

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