Il Timkat – Etiopia

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Il cristianesimo etiopico, definito abitualmente copto, celebra in tutta la nazione, secondo il loro calendario Giuliano, l’epifania e il battesimo di Gesù il 19 Gennaio. Per la sua magnifica scenografia Gondar è sicuramente una delle città, dove il Timkat è più coinvolgente. L’antica capitale, fondata dal re Faselide nel 1635, viene definita anche la “Camelot d’Africa” per la sua Cittadella Reale.

E’ proprio nella grande vasca adiacente al castello del re che avviene ogni anno il rito del “battesimo”. I festeggiamenti hanno inizio il giorno della Keterà, la vigilia. I fedeli, preceduti dai sacerdoti riccamente vestiti con sgargianti paramenti, portano in processione i Tabot, le tavole dei comandamenti racchiuse nell’arca dell’alleanza.

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Le circa ventimila chiese presenti in Etiopia possiedono tutte una copia della leggendaria Arca , ma quella autentica gli etiopi giurano che è gelosamente custodita presso la chiesetta di Santa Maria di Sion ad Axum alla quale è interdetta la visita a chiunque. Lungi da noi avere dubbi su questa “verità”, ci limitiamo a guardare stupiti la lunga, colorata scia di persone che con canti, danze e preghiere accompagnate dal suono metallico dei sonagli, i sistri e quello cupo dei tamburi, i kebreri, portano per le vie del villaggio il simulacro sacro.

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L’Etiopia, oltre ad essere  la culla della civiltà, è anche un paese profondamente religioso, di una fede intensa, che noi occidentali abbiamo dimenticato da tempo. Per diciassette secoli il cristianesimo ha forgiato la storia di questo paese, facendone l’unica nazione in preminenza cristiana del continente africano. Assistere ad una cerimonia liturgica qui è un esperienza profonda, per credenti e non. Ci siamo alzati nel cuore della notte e abbiamo partecipato rapiti alle cerimonie , uniti ai pellegrini, tutti avvolti nello sciamma bianco, il loro abito tradizionale.

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Le uniche luci, le tremule fiammelle delle candele che ognuno porta con sé, rendono l’atmosfera carica di misticismo. L’acqua della grande piscina viene benedetta dai prelati prima del giungere dell’alba, da quel momento è diventata sacra al pari del grande fiume biblico, l’aspersione coinvolge anche a tutti i presenti. Il sorgere del sole, è il momento fatidico. Il silenzio che fino ad allora accompagnava preghiere e salmi, viene cancellato alle prime luci, decine di giovani uomini seminudi si gettano nelle acque in un “abluzione purificatrice”.

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E’ la rievocazione del grande evento cristiano , quando Gesù si immerse nelle acque del Giordano, per ricevere il sacramento del battesimo da San Giovanni. E’ un evento coinvolgente una “follia” generale”, coloro che erano rimasti fuori durante i riti, scavalcano muri, s’arrampicano sulle transenne al fine di potersi immergere nell’acqua benedetta.

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Spiritualità, incontro con il divino, che però nel momento finale sfocia nel divertimento, per un attimo i partecipanti godono della stato di grazia raggiunto, festeggiando con l’acqua, che in un paese come questo, sempre soggetto a grandi siccità è davvero sacra.
Clelia Nocchi

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