Chobe National Park

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Nel nord-est del Botswana, con un’area di diecimila kmq, ricchezza di fauna selvatica, uccelli e varietà di flora, il Chobe National Park, in passato mèta ambita dai cacciatori, è ora uno dei parchi più rinomati dell’Africa.  Chiamato anche la “terra dei giganti”, ospita il più alto numero di elefanti di tutto il continente nero. Vario è il suo ambiente e lo si può dividere in quattro zone distinte: Serondela, Savuti Marsh, lo Stagno Linyanti e l’Hinterland.

Ogni area presenta caratteristiche diverse ma tutte sono accumunate dall’abbondanza di specie animali che le popolano.  Il periodo migliore per visitarlo è la stagione che va da aprile ad ottobre. Meglio da giugno a settembre, quando l’inverno australe regala cieli tersi e assenza di precipitazioni piovose. Condizioni perfette per l’osservazione degli animali che si radunano intorno alle zone d’acqua permanenti.

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L’asse portante di quest’area è il Chobe Riverfront, palcoscenico privilegiato della vita selvaggia della regione.  Bisogna alzarsi molto presto per “spiare” la quotidianità degli abitanti a quattro zampe. Già dal crepuscolo mattutino inizia la lotta per la sopravvivenza, che per la verità in natura non conosce tregua neanche con il buio.

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Quando la prima tenue luce rosata rischiara il cielo, prede e predatori, carnivori ed erbivori si muovono alla ricerca di cibo e acqua.  Percorrendo le piste sabbiose, da subito ci renderemo conto che non è un documentario televisivo quello in cui ci troviamo.

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Gli animali sono veri, alcuni anche molto pericolosi e sono a casa loro. Noi siamo solo ospiti occasionali e neanche invitati.  Occorre grande conoscenza delle loro abitudini, seguire scrupolosamente le regole per non turbarli ed impaurirli e le norme di visita dei parchi. Solo così potremo vivere un’esperienza memorabile ed emozionante, in sicurezza.

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Gli animali sono abituati alla vista degli autoveicoli, non attaccano se non provocati.  Sapere quindi come comportarsi per non superare “la zona rossa” nella quale l’animale è chiamato a difendersi, diventa fondamentale. L’avvistamento e gli incontri sono legati molto anche alla fortuna, ricordiamoci che non stiamo visitando uno zoo.  Nessuno potrà garantirci che vedremo l’animale che vorremmo, neanche la più esperta guida.  Non sempre si riuscirà a incrociare tutti i famosi e mitici “big five”: elefante, bufalo, leopardo, leone e rinoceronte, il sogno di chiunque intraprenda un safari in terra d’Africa. Ma solitamente il CNP non delude mai.

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Mentre tranquillamente segui il corso del fiume, ti puoi trovare improvvisamente ad essere spettatore del passaggio di migliaia di bufali, che si spostano verso zone d’erba fresca, lanciando di tanto in tanto un’occhiatina curiosa alla tua macchina.
Oppure lo sguardo casualmente ti cade su qualcosa che si muove sotto l’ombra di una grande acacia e realizzi che è la testa di una leonessa, perfettamente mimetizzata con i cespugli, che sonnecchiando si gode il fresco insieme ad altre femmine, cuccioli compresi.

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Grossi maschi di giraffa, riconoscibili dal manto più scuro, spiccano maestosi tra il verde fogliame. Famiglie di elefanti attraversano la vegetazione con tutta calma, percorrendo i loro sentieri, sempre quelli per andare a dissetarsi, sbocconcellando foglie qua e là, durante il tragitto. Non possono certo perdere tempo, d’altronde devono raggiungere gli oltre 130 kg di cibo al giorno per tenersi in forma.  Vale la pena “seguirli“ fino al fiume dove si assisterà a scene stupende che diventeranno eccezionali alla presenza dei loro piccoli. Il più grande mammifero del pianeta inaspettatamente metterà in evidenza la sua giocosità.

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Le magnifiche zebre poi, sono capaci di bloccarti il percorso, senza curarsi di te, offrendoti però possibilità di catturare immagini senza fatica alcuna. Pare anzi che le principesse in bianco e nero si mettano in posa.
Da non sottovalutare anche l’abbondanza dell’avifauna osservabile, così prodiga di situazioni altamente spettacolari.

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Dopo avere solcato le piste con il fuoristrada tutta la giornata, aguzzato la vista per ore, scattato centinaia di foto e avere gli occhi pieni di meraviglie, potremo pensare che sia già abbastanza.  Ecco invece che arriva il momento più magico. Il cielo piano piano si colora, il blu diventa cobalto, l’arancio si fonde con il rosso e il giallo, e l’orizzonte si riflette nel fiume in un abbraccio di fuoco.  E’ il tramonto.  Assistere al calar del sole in Africa, e sul Chobe in particolare, è un’esperienza che tocca l’anima. Ovunque ci si trovi: in crociera lungo le sue acque o anche sulle terrazze vista fiume dei campeggi o degli lodge si rimane senza fiato.

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L’Africa si congeda con un epilogo da cartolina.  Cala il sipario sullo spettacolo diurno e va in scena la notte.  Attenzione però, se sentite dei brividi un po’ dappertutto, in special modo lungo la schiena e non è il freddo. Una strana sensazione che ti prende lo stomaco, e non è fame. Il cuore gonfio che sembra voglia esplodere, la testa un po’ confusa, e non è dovuto ad “affari di cuore” iniziate a preoccuparvi.  Sono sintomi chiari e irreversibili di una grave e incurabile malattia.  Aimè!  Siete stati contagiati dal Mal d’Africa!   Clelia Nocchi

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