Butrinto – Albania

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La scoperta della straordinaria città di Butrinto, parla Italiano.  Un luogo estremamente interessante che ci concede l’occasione di riscoprire anche un nostro illustre concittadino. Era il 1924, quando il giovane Luigi Maria Ugolini nato nel piccolo e sconosciuto paesino di Bertinoro fu mandato nella terra delle Aquile come capo della spedizione archeologica voluta da Mussolini.  Da molti studiosi considerato il pioniere della moderna archeologia, fu ricercatore coltissimo e lavorò in molti scavi a Malta, nel nord Africa e in tutta Europa.

Al sua arrivo in Albania, in soli due mesi effettuò una ricognizione accurata del territorio tra Durazzo e Butrinto.  Inizialmente le ricerche si concentrarono a Fenice, una serie di pubblicazioni diffusero i risultati raggiunti e portò alla ribalta la missione archeologica. Nella primavera del 1927 uscì un suo volume “Albania antica” contenente i risultati delle esplorazioni effettuate nel 1924.

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Un secondo volume dedicato all’acropoli di Fenice uscì nel 1932. Nel frattempo la missione si era trasferita a Butrinto poichè gli scavi di Fenice non ebbero ritrovamenti eclatanti tali da giustificare il proseguimento.  Butrinto in effetti era meno isolata e per cui più facilmente raggiungibile e godeva di una posizione privilegiata sullo stretto di Corfù.  L’insediamento originale probabilmente era fondato sul commercio con Corfù ed era caratterizzato da una fortezza ed un santuario.

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Antico centro Epirota-caone, di fondazione Troiana, fu cantata da Virgilio che vi aveva ambientato le tappe principali del viaggio di Enea verso la nostra penisola.  La Pompei Albanese, come fu definita Butrinto, era un “luogo sacro” per l’Italia.  Gli scavi iniziarono già dal 1928 grazie ad un accordo con le autorità albanesi. Le ricerche ben presto ottennero brillanti risultati.  Straordinari furono i rinvenimenti tra cui mosaici e alcune statue tra cui la testa di quella che venne denominata “la dea di Butrinto” splendida copia romana.

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Vennero riportate alla luce la città ellenistica e quella romana, la porta dei leoni, le porte “scee” (così chiamate da Ugolini in memoria delle famose porte di Troia).
Nel 1930 cadeva il bimillenario virgiliano che diede ulteriore giustificazione all’impresa italiana suggellandone il successo.

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Furono anche organizzate due crociere a tema che ripercorrevano le rotte di Enea con tappa a Butrinto dove Ugolini fece gli onori di casa.  Le innegabili capacità dello studioso romagnolo lo portarono ad una fama straordinaria.  Iniziò in tutta Europa una serie di conferenze supportate magistralmente anche da immagini, raccogliendo consensi e onori, di cui rimane eco nei quotidiani dell’epoca. Alla sua prematura scomparsa avvenuta nel 1936, solo una parte di tutto il materiale raccolto fu edito, il resto è stato recentemente pubblicato da parte della Butrint Foundation.  Nel 2000 il governo albanese istituì il Parco Nazionale di Butrinto ed entrò ufficialmente nella lista dei Patrimonio dell’Umanità.     Clelia Nocchi

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