Jean Paul Getty Museum

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Dopo la laurea in economia e scienze politiche conseguita al Magdalen College di Oxford nel 1914, Jean Paul, durante l’estate andava a lavorare nei campi petroliferi del padre in Oklahoma. Il Jean Paul in questione non era uno qualunque ma il figlio del petroliere George Getty e fece fortuna anche lui nel mondo dell’ oro nero.

Fu Fondatore della Getty Oil Company e uno degli uomini più ricchi dei suoi tempi con pozzi petroliferi in Texas, Canada, Arabia Saudita e Alaska e raffinerie anche in Italia, e fu proprio in Italia che suo nipote venne rapito dalla n’drangheda. Il magnate petrolifero,  si rifiutò inizialmente di pagare il riscatto fino al macabro ricevimento di un orecchio mozzato del nipote. Dopo il pagamento e la liberazione, i giornali riportarono la notizia  che obbligò il nipote a restituirgli la somma con il 4% di interessi annui confermando  la sua nota e  proverbiale avarizia.  Ma  non è per i suoi difetti che è   ricordato,   nella sua vita  fu un grande estimatore e  collezionista d’arte.

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La sua inestimabile collezione, ospitata inizialmente nella sua villa di Malibù, ben presto, divenne troppo grande  per l’ abitazione da non  riuscire  più a contenerla.  L’imprenditore iniziò dunque i lavori per un secondo museo che però la morte gli impedì di vederne ultimata la costruzione.  Nel 1997 le opere vennero trasferite nella collocazione attuale “Il Jean Paul Getty Museum”, nella villa di Malibù ristrutturata, ora Villa Getty, è ospitata una parte della collezione d’arte antica tra cui l’atleta di Fano.

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Con una vista privilegiata e affascinante sulla città di Los Angeles il J.P.Getty Museum è un luogo di grande di bellezza e piacevolezza.  E’ il caso in cui il “contenitore” entusiasma quanto il “contenuto”. Un budget di miliardi di dollari, vetro, acciaio, pietra e la genialità dell’architetto Richard Meier ha dato vita al Getty Center, un vero capolavoro architettonico.  Dal parcheggio destinato alle macchine dei visitatori si raggiunge il museo tramite una navetta elettrica su binari che “scala” letteralmente la collina fino a raggiungere la sommità, è come essere portati in un’altra dimensione dove tutto è stato studiato.

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Un luogo di armonia, creato dell’artista Robert Irwin che ha curato il Central Garden dove i colori dei fiori, il rumore dell’acqua, le piante desertiche ed esotiche formano sorprendenti angoli e dove anche la posizione delle pietre non è casuale, nulla per la verità è casuale e lo si può scoprire con un tour guidato di tutti gli esterni. E’ un percorso che prepara l’anima, lo sguardo e lo spirito all’incanto delle opere al suo interno.

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Il grande edificio è composto da quattro padiglioni orientati verso i punti cardinali. Negli spazi espositivi si possono ammirare capolavori scultorei  di origine romana, greca, etrusca, pregiate opere pittoriche e fra i tanti celebri pittori, Cézanne, Rembrandt, Renoir, e Van Gogh con i suoi celeberrimi Iris, che spiccano al centro di una grande parete tutta per loro.  Mi sono chiesta, sostando davanti al capolavoro, dove J.P.Getty lo tenesse appeso, chissà!

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La mia fantasia lo immagina nella stanza da letto… penso… come deve essere la giornata, avendo il privilegio di aprire gli occhi la mattina e poi addormentarsi la sera ammirando gli azzurri iris di Van Gogh?
Clelia Nocchi

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