Digione – Francia

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Alle porte della Route Touristique des Grands Crus, quei 60 km famosi nel mondo che corrono tra i prestigiosi vigneti della Borgogna, si trova Digione, capoluogo della regione e un tempo sede dell’omonimo potente ducato. Immersa nella Còte de Nuit, è una delle quattro zone che compongono la Còte d’Or o Còte d’Orient dove si producono i migliori rossi borgognoni.  Terra del “savoir vivre”, si ritiene la zona d’origine del pinot nero, e ne offre le condizioni ideali per la coltivazione, sembrerebbe da oltre 2000 anni.

Furono però i monaci ad accorgersi dell’enorme potenzialità già dal X° secolo, ne segnarono in seguito i confini racchiudendo caratteristiche e unicità. Paladini del passato i numerosi Clos, così chiamati i vigneti dei monasteri circondati da mura. La nascita del vigneto di Borgogna prende avvio presso l’abbazia di Citeaux fondata nel 1098 a cui fu donato un appezzamento di vigna il giorno di Natale segnando l’inizio di un florido futuro nel campo della vinificazione ad altissimi livelli.

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La divulgazione poi in Francia e in tutta Europa la si deve a Luigi XIV, Re Sole. Si può affermare senza timore di smentita che per le specificità del terreno, per i particolari fattori ambientali e il sapiente lavoro dell’uomo, i vini della Borgogna, chiamati anche “vini dei colli”, sono prodotti non riproducibili.  Ma Digione non è nota solo per i vini d’eccellenza, è famosa a livello mondiale per la sua Senape con la denominazione “Senape di Digione”, ne tutela la tipicità del processo di lavorazione.  Il “mosto che brucia” vanta origini antiche, i semi della senape furono portati dai romani che li usavano per la conservazione dei cibi e li consumavano sotto forma di impasto al quale aggiungevano aceto, miele, noci e spezie.

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Anche i monaci parigini di Saint Germain de Pres producevano una salsa con semi di senape pestati addizionati con aceto, miele e mosto d’uva. Era molto apprezzata dai Duchi di Borgogna, la data di nascita della produzione è fissata proprio al tempo del ducato, XIV° secolo. In seguito la ricetta originale è stata tutelata con la nascita di corporazioni e leggi speciali che la preservano da imitazioni. La mostarda è di tipo piccante, composta da semi di senape bruna con aceto o con agresto: succo d’uva non fermentato, sale e acido citrico. Tutt’oggi Digione è produttore della metà della senape del mondo.

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C’è più di una ragione, dunque, per recarsi a Digione, centro di eccellenze enogastronomiche. Che ne dite di gustare anche un Kir? Il tipico, raffinato ed elegantissimo aperitivo francese a base di “cassis”, crema di ribes nero, anch’esso qui prodotto. Mentre cercate un grazioso localino dove sostare per degustarlo guardate a terra, sì avete letto bene, a terra e cercate la civetta.

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L’uccello simbolo della città di Digione è stato raffigurato in piastre di metallo ottonato che fanno da segnavia per il “percorso della civetta” realizzato in 22 tappe. Basta seguire l’itinerario di un’ora, percorribile a piedi, pensato dall’ente del turismo, contrassegnato con l’effige del simpatico volatile per godere di tutte le bellezze architettoniche del ricco centro storico: eleganti palazzi rinascimentali, pittoresche case a graticcio, splendidi monumenti. Digione vanta anche l’appellativo di “città dai cento campanili” guadagnato per la presenza delle numerose chiese, da quelle di età medievale a quelle odierne.

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Quando però arriverete alla chiesa di Notre Dame, un vero capolavoro gotico, la civetta la troverete sul fianco della chiesa, fu scolpita nel XV° secolo e rappresenta un portafortuna e come tale va toccata ad ogni passaggio; la regola però vuole che si faccia solo con la mano sinistra, la mano del cuore, non dimenticate di esprimete un desiderio!

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– la guida per il percorso della civetta è disponibile presso l’Ufficio del Turismo di Digione o scaricabile su smartphone.

– Sito ufficiale: www.visitdijon.com  Tel.: +33(0)892700558

– Inoltre, per la visita di Digione e della Côte de Nuits è disponibile anche un Pass, dal costo di 16 euro per gli adulti e di 8 euro per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni.  Esso permette al suo possessore di disporre gratuitamente per un anno dell’accesso ad alcuni monumenti, di una visita guidata del centro e della visita di produttori di vino, formaggi e ribes nero della regione.     Clelia Nocchi

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