Sant’Angelo di Roccalvecce

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L’Istat, il nazionale istituto di ricerca ha censito in Italia quasi seimila borghi abbandonati, un patrimonio immenso perduto e difficilmente recuperabile. Ma, dal 27 novembre 2017 di sicuro c’è n’è uno in meno sulla lista. La storia è una di quelle belle, dove i protagonisti sono uomini e donne coraggiosi e comincia così.. C’era una volta Sant’Angelo di Roccalvecce e c’è ancora…

..il piccolo borgo incastonato nello splendido territorio della Tuscia, pur vicino a piccoli gioielli come la famosa Civita di Bagnoregio e la sontuosa “città dei papi”, Viterbo, era dimenticato e ignorato, nessuno lo conosceva e di conseguenza nessuno lo visitava e i pochi abitanti piano piano migravano altrove per cercare lavoro e per farsi una vita nuova. Come cambiare il suo destino? Ci voleva un’idea, meglio un miracolo che modificasse lo stato delle cose! Ma non è vero che nelle fiabe c’è sempre un lieto fine? Le fiabe ho detto? Sì, le fiabe!

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Eccola l’idea! Perchè non trasformarlo nel “paese delle fiabe”! Presto, fatto!  O quasi..!  Nel 2016 nasce l’associazione culturale ACAS, il fondatore è Gianluca Chiovelli. Il signor Chiovelli non voleva assolutamente rassegnarsi al progressivo spopolamento del borgo e al suo decadimento. Animato da grande passione e amore per la sua terra, aiutato da un team di “street artist”, motivato e intraprendente come lui danno avvio, armati di pennelli e colori, ad un ambizioso sogno, un “grande libro” dove le fiabe non si leggono ma si possono ammirare sui muri delle case.

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Non c’è bisogno di costruire niente di nuovo, le case vengono messe a disposizione molto volentieri, dai proprietari, che vedono animarsi le loro abitazioni fino allora anonime, con grandi e bei murales. E così Hansel e Gretel ora hanno la loro casetta, la piccola fiammiferaia accende i suoi fiammiferi tra un balcone e una finestra. Alice con i suoi grandi occhi verdi e il suo “bianconiglio” abbelliscono una grande parete mostrando a tutti un enorme orologio dove l’ora è quella del giorno in cui è stata fatta l’inaugurazione delle opere: 11.27.

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Ad oggi sono ben 22 i dipinti e quattro sono in fase di realizzazione. Il piccolo paese adornato dalle decorazioni magistralmente eseguite, ha cambiato volto, ma il progetto di valorizzazione non si ferma qui. Sant’Angelo trovandosi immerso in un paesaggio straordinario, quello che fu il territorio degli etruschi, generoso di emergenze naturalistiche e storiche, offre anche percorsi escursionistici di grande interesse.

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Sono stati portati in auge anche vecchi mestieri, piccole botteghe artigianali che raccontano il passato della zona e dei suoi abitanti, dove si lavora il peperino e la basaltina, due pietre naturali locali di origine vulcanica di grande pregio. Si eseguono incisioni su marmo e di ebanisteria e manufatti di metallo e ceramica.

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Certamente si può affermare che Il brutto anatroccolo è riuscito a diventare cigno, tanto per rimanere in tema di favole! Una riqualificazione impegnativa, fortemente voluta, che sta dando grandi soddisfazioni in termini turistici, tanto che sono stati aperte strutture ricettive e ricreative. Un piccolo miracolo dunque!   D’altronde affermano gli autori “la fiaba è il luogo di ogni speranza un pò come l’alba di un nuovo giorno”.
Clelia Nocchi

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