Mamoiada, l’altro carnevale

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Nel 1951 nella rivista “Il Ponte” viene pubblicato il saggio “Le Maschere Barbaricine” firmato Raffaello Marchi. Giornalista, scrittore, antropologo e noto studioso delle tradizioni delle comunità pastorali della Barbagia, fa conoscere al mondo i riti arcaici e misteriosi del carnevale di una delle zone più belle della Sardegna. Quest’area, tra le più verdi dell’isola incorniciata dal Gennargentu, deve il suo nome ai romani che la chiamarono Barbaria perché inconquistabile.

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Lanzarote – Isole Canarie

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Dichiarata dall’Unesco “riserva mondiale della biosfera”, i suoi 795 kmq ricoperti in parte da lava solidificata sembrano appartenere ad un paesaggio lunare. L’isola di Lanzarote “l’Isla de Fuego” di origine vulcanica è un luogo caratterizzato da un ambiente aspro e affascinante. Politicamente appartenente alla Spagna, ma a soli 100 km dal Marocco da renderla geograficamente nord africana, è una perla tra le acque dell’Atlantico.

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I Faugni – Atri (Abruzzo)

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“Il fuoco è fecondo e indomabile, allora conviene allearsi alla sua forza e utilizzare le sue potenzialità di elemento che immunizza dal pericolo o dal male, la storia sui fuochi rituali in Abruzzo è il racconto di questa amicizia ancestrale fra il fuoco e l’uomo, essa tiene a bada le paure e i cattivi presagi”, lo scrive la dottoressa Antonella Tollis nella presentazione del piacevole libro di Alberto Rasetti “I fuochi rituali in Abruzzo”.

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Tribù degli Apatani – India

IMG_2890Nell’estremo nord-est dell’India, il piccolo stato dell’Aranuchal Pradesh chiuso,  tra la Cina, il Myanmar, gli Stati federati dell’Assam,  Nagaland e il Regno del Bhutan è uno dei “Seven Sister State”. Denominati i paradisi inesplorati sono  collegati al resto del paese da un lungo e stretto corridoio chiamato il “corridoio Siliguri”. Continua a leggere “Tribù degli Apatani – India”

Loneliest Road in America

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Nel luglio del 1986, la rivista LIFE descriveva la Nevada Highway 50 come la “la strada più solitaria d’America”. L’articolo diceva che non c’erano attrazioni o punti di interesse lungo le 287 miglia di strada e “avvisava” i conducenti di non rischiare di intraprendere il percorso a meno che non avessero abilità di sopravvivenza.

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Col San Bernardo – Val d’Aosta

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Nella lunga catena delle Alpi ci sono delle porte di comunicazione che mettono in relazione i popoli del nord con quelli del sud. Il valico del Gran San Bernardo è una di queste porte, una delle più conosciute fin dall’antichità e per lungo tempo anche la più importante. Il suo primo nome noto in epoca romana fu quello di “Signore degli dei” Monte di Jupiter (monte di Giove). Contemporaneamente e forse anche anteriormente veniva denominato Mons Penninus.

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Pangong Tso – Ladakh (India)

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Lassù, custodito tra le alture orientali del Ladakh, il lago Pangong situato a 4250 metri di altitudine è un’emozione azzurra da non perdere. Lo specchio di acqua salata con i colori del mare, il più grande della catena Himalayana, è lungo 130 km ed è condiviso per il 60% con la Cina, motivo questo, ancora oggi, di contenzioso per la definizione del confine di stato.

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Death Valley – Stati Uniti

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Era il 1848 quando si diffuse la notizia che sulle rive del fiume Sacramento in California qualcuno aveva trovato l’oro. Il fortunato era lo svizzero John Sutter che non seppe tenere il segreto della sua favolosa scoperta, iniziando così quel periodo che passò alla storia con il nome di Gold Rush, la corsa all’oro. Migliaia di improvvisati cercatori da tutto il mondo raggiunsero la California con il miraggio di arricchirsi.

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Le infiorate di Spello

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La festa del Corpus Domini affonda la sua origine nel lontano 1208 a Liegi e nasce grazie a una visione che ebbe la Beata Giuliana di Retìne dalla quale si deduceva che nella chiesa mancasse una solennità in onore del SS. Sacramento. Il Canonico Giovanni di Lausanne presentò al vescovo la richiesta, che venne accolta nel 1246, di introdurre nella diocesi una celebrazione in onore del Corpus Domini.

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