Europa | curiosità

 

ORGOSOLO
Lo spettacolare e impervio paesaggio del Supramonte abbraccia il piccolo paesino di Orgosolo. Qui la natura è selvaggia, incontaminata, disseminata da testimonianze preistoriche. Tra secolari tassi, ginepri e agrifogli emergono i “pinnettos” che raccontano la vita dei pastori accompagnata dallo scorrere del fiume Cedrino, il “Cedrus flumen” dei romani. Nel cuore della Barbagia di Ollolai gole, grotte, canyon e tacchi calcarei per secoli sono stati rifugio di banditi e pastori ora sorvolata da aquile reali che nidificano sul monte Su Biu. Il borgo legato profondamente alle sue radici barbaricine è patria del” canto a tenore” dichiarato patrimonio Unesco, ma è conosciuto nel mondo per i suoi pregevoli murales. I suggestivi dipinti sui muri delle case narrano la vita quotidiana, le tradizioni pastorali ma anche temi politici, di giustizia culturali e lotte popolari. Molti gli artisti, sia locali che internazionali che con il loro lavoro hanno contribuito a rendere Orgosolo un museo a cielo aperto. Un patrimonio di 150 opere espressione di un fermento culturale che nacque durante il novecento, che fu in origine un strumento di protesta. Ad Orgosolo sembra che il tempo non abbia voglia di correre, alcune usanze resistono al vento del cambiamento. Camminando, la domenica mattina per le vie del paese, si possono ancora vedere le donne più anziane vestite con i tradizionali abiti e avvolte orgogliosamente nei preziosi scialli che si recano alla messa con passi lenti, sole o accompagnate dalle figlie o dalle nipoti. Capita anche che il titolare della tabaccheria a cui hai chiesto copia in italiano del libro sulla Barbagia in vetrina ti intrattenga per illustrarti i siti interessanti da vedere nei dintorni e ti racconti la storia con passione e dovizia di particolari…  E’ il valore aggiunto della terra Sarda, i loro costumi, le loro usanze gelosamente custodite. Un patrimonio antropologico e naturale che ne fa un territorio dove si seminano semi di bellezza e stupore!

 

LAZIO, IL PICCOLO BORGO DI CELLENO
A 20 km dal lago di Bolsena il piccolo borgo di Celleno Vecchio, nel cuore della Teverina si erge su uno sperone tufaceo che si è originato nel corso dei millenni. Il suo nome, che alcuni vorrebbero originato da una delle arpie , figlia di Taumante ed Elettra, Celeno, sembrerebbe invece derivato da “cella” nel senso di grotta. Fu uno dei nuclei abitati fortificati sorti tra il X e il XI sec. per opera dei Conti di Bagnoregio. A quel tempo si presentava come un gruppo di case alla sommità della rupe protetto da mura e da pareti scoscese su tre lati. Un fortilizio era di guardia all’unica via di accesso. Il castello denominato Orsini ora è in possesso dell’erede del famoso pittore Enrico Castellani , a cui è dedicata la piccola piazzetta, appartenne nel corso degli anni, prima alla famiglia Gatti nel XIV, una delle più potenti famiglie viterbesi e poi nel cinquecento passò alla famiglia Orsini. Celleno poi fu amministrato dalla chiesa nel XVI sec fino all’Unità d’Italia. Frane e terremoti nel corso del tempo costrinsero i cellanesi , a partire dagli anni trenta del XX secolo ad allontanarsi e in seguito un ordinanza del Presidente della Repubblica di allora Luigi Einaudi, nel 1951 obbligava tutti gli abitanti a trasferirsi ad almeno 1,5km distante dal vecchio villaggio. L’abbandono, ha consegnato il piccolo abitato alla storia moderna come “PAESE FANTASMA”. Celleno è conosciuto anche come il “paese delle ciliegie”. Nella seconda domenica di Giugno nella parte nuova del paese si svolge la sagra del succoso frutto . L’alta qualità e la bontà di questa ciliegia ha permesso l’inserimento nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del ministero delle politiche agricole e forestali.

 

SARDEGNA, ORGOSOLO
Lo spettacolare e impervio paesaggio del Supramonte abbraccia il piccolo paesino di Orgosolo. Qui la natura è selvaggia, incontaminata,disseminata da testimonianze preistoriche. Tra secolari tassi, ginepri e agrifogli emergono i pinnettos, che raccontano la vita dei pastori accompagnata dallo scorrere del fiume Cedrino, il ‘Cedrus flumen’ dei romani. Nel cuore della Barbagia di Ollolai gole, grotte, canyon e tacchi calcarei per secoli sono stati rifugio di banditi e pastori ora sorvolata da aquile reali che nidificano sul monte Su Biu. Il borgo legato profondamente alle sue radici barbaricine è patria del” canto a tenore” dichiarato patrimonio Unesco, ma è conosciuto nel mondo per i suoi pregevoli murales. I suggestivi dipinti sui muri delle case narrano la vita quotidiana, le tradizioni pastorali ma anche temi politici , di giustizia culturali e lotte popolari . Molti gli artisti, sia locali che internazionali che con il loro lavoro hanno contribuito a rendere Orgosolo un museo a cielo aperto. Un patrimonio di 150 opere espressione di un fermento culturale che nacque durante il novecento, che fu in origine un strumento di protesta. Ad Orgosolo sembra che il tempo non abbia voglia di correre, alcune usanze resistono al vento del cambiamento. Camminando, la domenica mattina per la vie del paese, si possono ancora vedere le donne più anziane vestite con i tradizionali abiti e avvolte orgogliosamente nei preziosi scialli che si recano alla messa con passi lenti, sole o accompagnate dalle figlie o dalle nipoti. Capita anche che il titolare della tabaccheria a cui ai chiesto copia in italiano del libro sulla Barbagia in vetrina ti intrattenga per illustrarti i siti interessanti da vedere nei dintorni e ti racconti la storia con passione e dovizia di particolari…. E’ il valore aggiunto della terra Sarda, i loro costumi, le loro usanze gelosamente custodite. Un patrimonio antropologico e naturale che ne fa un territorio dove si seminano semi di bellezza e stupore!


LAZIO, SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE
L’Istat, il nazionale istituto di ricerca ha censito in Italia quasi seimila borghi abbandonati, un patrimonio immenso perduto e difficilmente recuperabile. Ma, dal 27 novembre 2017 di sicuro c’è ne è uno in meno sulla lista. La storia è una di quelle belle, dove i protagonisti sono uomini e donne coraggiosi e comincia così …..C’era una volta Sant’Angelo di Roccalvecce e c’è ancora…… il piccolo borgo incastonato nello splendido territorio della Tuscia, pur vicino a piccoli gioielli come la famosa Civita di Bagnoregio e la sontuosa città dei papi, Viterbo, era dimenticato e ignorato , nessuno lo conosceva e di conseguenza nessuno lo visitava e i pochi abitanti piano piano migravano altrove per cercare lavoro e per farsi una vita nuova. Come cambiare il suo destino? Ci voleva un idea, meglio un miracolo che modificasse lo stato delle cose! Ma non è vero che nelle fiabe c’è sempre un lieto fine? Le fiabe ho detto? Sì, le fiabe! Eccola l’idea! Perchè non trasformarlo nel ” paese delle fiabe”! Presto, fatto!…. O quasi!! Nel 2016 nasce l’associazione culturale ACAS, il fondatore è Gianluca Chiovelli. Il signor Chiovelli non voleva assolutamente rassegnarsi al progressivo spopolamento del borgo e al suo decadimento. Animato da grande passione e amore per la sua terra, aiutato da un team di street artist, motivato e intraprendente come lui danno avvio, armati di pennelli e colori, ad un ambizioso sogno, un “grande libro” dove le fiabe non si leggono ma si possono ammirare sui muri delle case.

 

FRANCIA, LA ROUTE DE GRANDES ALPES
D 902 è il suo numero ufficiale, 684 sono i km del suo percorso, 1909 la sua data di nascita. Figlia di Francia è la mitica Route des Grandes Alpes. Quel lungo serpente che da Thonon les Bains sul lago di Ginevra attraversa le Alpi per raggiungere il mare blu della Cote d’Azur. La si può mangiare in un sol boccone, in un giorno solo, per fame di immediate emozioni o la si può smangiucchiare a piccoli morsi, dividendola in tappe, godendo così più a lungo dei suoi panorami mozzafiato , respirare la storia antica dei suoi piccoli borghi, camminare lungo gli incantati sentieri che la circondano. Ascoltare il silenzio tra le sue verdi vallate e ammirare le bellezze dei suoi parchi nazionali. Da tenere presente che il transito è permesso solo nei mesi estivi da giugno a settembre , a causa della neve. Con i suoi 16 passi alpini di cui 6 sopra i duemila, tra cui il Col d’Iseran, 2770 mt, il valico carrozzabile più alto d’Europa e il passo Galibier 2646mt il passo che collega la Savoia alle Haute Alpes ha un dislivello totale di quasi 16000 metri che ne fanno un itinerario che ha scritto le pagine delle imprese di grandi campioni come il compianto Marco Pantani. Quando si pensò di costruirla nei primi del novecento fu per incrementare sia la mobilità degli abitanti ma soprattutto il turismo, per far conoscere le ricchezze naturalistiche umane e culturali di queste aree isolate senza via di comunicazione. La sua importanza è andata poi scemando dopo la costruzione di una nuova rete autostradale, ma di certo non ha perso il suo fascino. Anzi, ora più che mai è diventata davvero “proprietà” del turisti. Un saliscendi molto ambito da motociclisti e ciclisti. Ogni anno viene scelta da tanti appassionati che vogliono attraversare le Alpi Francesi da nord a sud sulla leggendaria strada battendo lo stesso manto stradale del tour de France e godere dei suoi unici paesaggi. Bonne route!


LAZIO, CAPRAROLA
Alessandro Farnese, futuro Papa Paolo III commissionò ad Antonio da Sangallo una fortezza che rimase incompiuta fino a quando grazie all’abile opera di Jacopo Barozzi da Vignola, per il volere di Alessandro Farnese Junior, venne trasformata magistralmente in palazzo- villa. (1521-1534). Si rimane davvero senza fiato di fronte alla bellezza di questo edificio . Dopo aver varcato la grande sala d’ingresso dove già si iniziano ad ammirare le straordinarie decorazioni parietali (1560 1583), uno dei maggiori cicli pittorici del tardo manierismo, si entra nel cortile, che si caratterizza per la sua forma circolare , struttura estremamente rara per l’epoca in cui venne realizzato. Si prosegue, con gli occhi estasiati, verso un vero gioiello dell’architettura del cinquecento “la Scala Regia” . Già celebrata dai contemporanei come capolavoro del Vignola venne poi più volte imitata. L’aspetto più originale è la sua forma elicoidale qui utilizzata in modo inusuale. La scala a chiocciola da sempre usata per praticità e per percorsi di servizio diviene scalone di rappresentanza. La scala monumentale inizia nel seminterrato e arriva al piano nobile passando per il piano “Dei Prelati” arricchita da una sapiente illuminazione naturale e da una preziosa decorazione che accompagnava chi saliva nel magico mondo del padrone di casa, preparandolo all’apoteosi della cupola dove il cardinale è celebrato in una complessa allegoria. L’autore di così sublime trionfo artistico rimane ignoto mentre tra gli autori dei dipinti della scala spicca Antonio Tempesta per i paesaggi. Per colui che fu il maggior mecenate del tempo commissionando opere ai migliori artisti dell’epoca tra cui Tiziano, guadagnandosi l’appellativo di “Gran Cardinale”, il palazzo di Caprarola insieme alla Chiesa del Gesù a Roma, costituivano per lui motivo d’orgoglio, quasi quanto la sua bella figlia Clelia, avuta da una dama di corte di Caterina dei Medici regina di Francia . Il Cardinale morì a Roma il 4 marzo 1589 disponendo di un reddito che ammontava ad un decimo di tutte le entrate pontificie. In “eredità” ci ha lasciato il suo splendido palazzo da ammirare.


IL SENTIERO DI MATILDE

Una donna potente, ma sola. In queste due parole è forse racchiuso nelle sue linee fondamentali il ritratto di Matilde di Canossa, colei che a cavallo tra XI e il XII secolo ebbe la sua cosiddetta “Longobardia”. Fu potente, certo, Matilde,per aver ereditato dal padre Bonifacio quell’immenso seppur eterogeneo, patrimonio che andava dal Bresciano all’alto Lazio; e fu sola, completamente sola, nell’amministrazione e nel controllarlo. Ma soprattutto fu donna , una donna discussa e criticata, in una società che male accettava l’esercizio femminile del potere. Rivivere la storia di Matilde di Canossa attraversando gli antichi luoghi del suo grande feudo è un impresa di grande suggestione. Ripercorreremo gli stessi itinerari, percorsi da papi e imperatori , per raggiungere borghi in pietra perfettamente conservati, pievi e castelli Medioevali. La gran Contessa fu anche duchessa, marchesa e regina medioevale.


PROVENZA

In questo periodo la Provenza, una delle regioni più autentiche della Francia, si veste di blu-viola. Come foulards di seta adagiati tra i campi di grano e incorniciati dal verde degli alberi, le distese della bella Labiacea colorano e profumano queste terre. Girovagare nei caldi giorni estivi accompagnati dal canto d’amore delle cicale… e qui ce ne sono proprio tante è un’esperienza sensoriale assolutamente da provare. Una gioia per gli occhi e per lo spirito. Il suo nome deriva dal verbo latino, lavare. La lavanda, era conosciuta e utilizzata fin dall’antichità. Veniva usata dai romani nei bagni e per profumare la biancheria fresca di bucato. Si suppone però che furono gli egizi a scoprirne i molteplici benefici, estraendone l’essenza che poi utilizzavano per i rituali della mummificazione. In seguito gli fu attribuito un potere disinfettante. Nelle epidemie di peste che flagellarono questa regione durante il XVIII secolo, era uno degli ingredienti “dell’aceto dei quattro ladroni”. Un miscuglio di erbe, prodotto in Francia in seguito della pestilenza che colpì la città di Tolosa nel 1630. Il singolare nome trae la sua origine da una leggenda che raccontava appunto di quattro ladri i quali entravano nelle case dei moribondi e dei già defunti per rubare i loro averi. Vennero poi arrestati e destinati all’impiccagione. Ma il giudice non si spiegava il mistero di come i quattro malfattori non fossero stati mai contagiati e in cambio della grazia si fece rivelare il segreto. Essi confessarono che si bagnavano semplicemente i polsi e le tempie due volte al giorno con una soluzione contenente rosmarino, salvia, timo e lavanda macerate!

 


SCOZIA

Nella Scozia del nord, nell’area amministrativa di Agus nella valle di Strathmore, c’è un affascinante sito quasi dimenticato dove solo pochi appassionati si avventurano. Lungo la strada B9134 a soli 9 km da Forfar si trova il piccolo paesino di Aberlemno.  E’ qui che si possono ammirare le pietre scolpite dei Pitti. I Pitti, antichi popoli di lingua celtica avvolti dal mistero e dall’oblio erano forse discendenti dai Caledoni che nell’età del ferro e il primo medioevo vivevano in questa area chiamata Pictavia. Il loro nome deriva dal vocabolo latino Pictus (dipinto) nome con cui i romani li avevano denominati a causa della loro usanza di dipingersi il corpo. Ma in verità questa tesi non vede concordi tutti gli studiosi. Le pietre sono stele monumentali scolpite tra il 500 e l’800 a.C. Dal significato poco comprensibile, contengono 35 simboli differenti. Potrebbero essere, forse, un tipo di sistema di scrittura o i simboli più vecchi ci riportano ad un sistema di costellazioni esclusivo di Pitti. Altre ipotesi dicono che erano monumenti commemorativi o forse delimitavano territori tribali. La maggior parte di quelle che sono state trovate sono custodite nei musei o in chiese, ma quelle che si possono vedere ad Aberlemno sono rimaste negli stessi magnifici scenari dove mille anni or sono state erette. I Pitti hanno affidato la loro cultura alla pietra affinchè sfidassero l’ingrato clima scozzese e continuassero nel tempo ad emanare tutta la magica energia che l’autore ha in esse impresso. (info: durante l’inverno le stele vengono coperte per protezione).

 

FINLANDIA
La roccia e il rame sono i due elementi dominanti che caratterizzano la particolare chiesa luterana Temppliaukio di Helsinki da tutti conosciuta come “la chiesa della roccia”. I due fratelli architetti Timo e Tuomo Suomalainen vinsero la concessione nel 1961, dopo due precedenti appalti interrotti. Il luogo di costruzione era stato già individuato nel 1930 nella collina che sorgeva all’inizio della via Frederikinkatu, una delle principali arterie della città. L’altura di granito era perfetta per accogliere il progetto pensato dai due professionisti finlandesi. Scavare la roccia e crearvi un suggestivo luogo di culto, così come la fede penetra nei cuori dei credenti. La costruzione fu inaugurata nel 1969 di forma circolare presenta una cupola la quale è circondata da una vetrata che permette al grande spazio sottostante di essere illuminato. L’altare , realizzato con un blocco di pietra fessurato risalente all’era glaciale, merita una particolare attenzione. Il soffitto poi è grandioso, formato com’è da un solo filo di rame attorcigliato a spirale lungo ventidue chilometri. Di rame anche le pesanti porte d’ingresso e le canne dell’organo nella parete destra, il quale nelle belle giornate di sole il colore ramato colpito dalla luce appare quasi oro. L’ampia sala con i suoi mille posti e la sua acustica eccellente, grazie alle asperità delle pareti ne fanno una sede privilegiata per concerti e cerimonie. La chiesa nella roccia è uno dei posti più visitati della bella capitale nordica con mezzo milione di turisti annui.

 

LANZAROTE
Dichiarate dall’Unione Europea ”sito naturale protetto”, le saline di Janubio sono uno dei luoghi storici del territorio spagnolo. Situate nella parte sud occidentale della bella isola di Lanzarote, una delle perle dell’arcipelago delle Canarie, le saline sono state costruite nel 1895 da don Vicente Lleó’ Benlliure in una laguna delimitata da una barriera di lava lunga un chilometro e profonda tre metri che le separa dal mare, opera delle sconvolgenti eruzioni vulcaniche del Timanfaya.

 

LIVERPOOL
Nel Nord-Ovest dell’Inghilterra situata sulla riva destra dell’estuario del fiume Mersey sorge la bella città di Liverpool. Sito patrimonio Unesco per il suo glorioso passato di importantissimo centro marittimo e commerciale ma anche per il suo legame con la musica. Famosa nel mondo per aver dato i natali al celeberrimo quartetto dei Beatles, la città li celebra in ogni angolo. Se si ama la musica la meta è quella giusta, tanti i luoghi dove si può ascoltarla rigorosamente live, assolutamente da non perdere il mitico CAVERN. A Liverpool però si possono trovare anche il più alto numero di musei di tutto il Regno Unito, tante le attrazioni e gli eventi. Città dal carattere vivace, ideale per i tanti giovani che la scelgono per studiare l’inglese..

 

LIECHTENSTEIN
Racchiuso tra Austria e Svizzera il principato del Liechtenstein è il quarto stato più piccolo d’Europa. Anche se piccolo è però una delle piazze finanziarie più importanti. Vaduz la sua capitale chiamata dagli abitanti Stadtle è dominata dal castello dove vive la famiglia reale proprietaria sin dal 1712. Il castello non è visitabile ma si può passeggiare nei dintorni ed è raggiungibile anche con un bel sentiero che parte dal centro città e si inoltra in un affascinante e ombroso bosco con bacheche informative lungo il percorso. Il paese merita sicuramente una visita ricco com’è di interessanti attrazioni sia naturali che culturali. Non è bene etichettare la popolazione come tedeschi o austriaci o svizzeri, loro sono molto orgogliosi della loro identità e potrebbero offendersi!

 

CIPRO
A Cipro si trova il vino più antico del mondo, la Kommandaria, prodotto già nell’800 a.C.  Riccardo Cuor di Leone lo fece servire al suo matrimonio con Berengaria, avvenuto nella città di Limassol, lo definì “il re dei vini, il vino dei re”. Dal disciplinare ferreo viene prodotto con due vitigni autoctoni il bianco Xinisteri e il rosso Mavro… ottimo da fine pasto, con dolci a base di frutta secca, con il cioccolato, con il gelato ma anche con formaggi erborinati..

 

BATH
Nella contea del Somerset in Inghilterra, lungo le rive del fiume Avon, sorge la bella città di Bath, famosa per le sue terme. I Celti furono i primi ad usufruire delle terme e a costruire un tempio nella zona dedicato alla dea Sulis. Non si conosce con esattezza quando le qualità terapeutiche delle acque termali vennero scoperte per la prima volta ma la costruzione di un tempio da parte dei Romani intorno al 50 a.C., dedicato al dio celtico Sul e a Minerva la dea romana della guarigione, ci dice che i romani erano a conoscenza del sito. Nella zona dell’attuale città Intorno al ’60 e ’70 d.C. si formò un centro abitato chiamato Aqua Sulis. Una leggenda racconta che la sua fondazione risalga nel 860 a.C. In quel periodo il padre del mitico Re Lear, il principe Bladud si ammalò di lebbra e fu allontanato da corte e relegato a badare i maiali. Ebbe così modo di osservare i suini e scoprì che quando la loro pelle era malata si curavano sguazzando nel fango caldo. Seguendo il loro esempio anche lui si immerse e guarì completamente dalla sua terribile malattia. Poi quando diventò re, fondo la città di Bath con le sue terme.

 

CAMARGUE
Tra il fiume Rodano e il mar Mediterraneo, 85.000 ettari formano un territorio chiamato le bocche del Rodano, un luogo di acqua e di terra, nella regione francese della Camargue. Un habitat ideale per incontrare stormi di uccelli acquatici e fenicotteri rosa, ma anche i famosi cavalli bianchi e tori che qui vengono allevati in piena libertà. La selvaggia bellezza delle Bouche du Rhone è stata tutelata nel 1928 come riserva nazionale e poi nel 1970 come parco naturale regionale.

 

LA VALLETTA
La Valletta, “città fortezza” capitale di Malta, è legata indissolubilmente al millenario ordine ospedaliero dei cavalieri di San Giovanni e prende il nome dal suo illustre fondatore Gran Maestro Jean Parisot de la Valette. Per la sua unicità e ricchezza è stata dichiarata nel 1980, Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Oggi oltre ai numerosissimi monumenti sfoggia il nuovo parlamento firmato Renzo Piano..

 

MACEDONIA
In Macedonia a quaranta minuti dalla capitale Skopje si trova Tetovo. Nella città dei Sufi, si può visitare uno dei capolavori dell’arte islamica: Sarena Djamija, la Moschea Dipinta costruita nel XVII° secolo detta anche Moschea del Pasha.

 

NICOSIA
La preghiera danzata dei Dervishi rotanti chiamati anche “semazen” è dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.  Praticata dall’ordine dei Sufi Mevlevi , fondatore del quale è Mevlana Celaleddin Rumi vissuto a Konia nel XIII° secolo.  Spettacoli giornalieri si svolgono presso la Bedestan church accanto alla moschea Selimiye.

 

MACEDONIA
Sarena Dzamija – La moschea colorata.  Ricostruita nel XIX sec. intorno alla struttura precedente, la variopinta moschea secondo alcuni storici è stata edificata nel 1495 secondo altri 1564. Ma sicuramente è uno degli edifici più belli della Macedonia. Situata nella parte vecchia della città di Tetovo, sulla riva destra del fiume Pena, è conosciuta come la “moschea del pascià”, dedicata al governatore, Abdurrahman Pasha. Le decorazioni policrome sono attribuibili agli abili maestri di Debar. Rispecchiano nei colori e nelle forme geometriche i decori tradizionali ottomani.

 

CROAZIA
Se vi trovaste a viaggiare in Croazia, vi segnalo il piccolo villaggio di Stara Kapela, a circa 150 km da Zagabria. Dopo la guerra dei Balcani era stato completamente abbandonato, ma qualche anno fa un gruppo di giovani ha avuto l’idea di riportarlo alla vita. Con un progetto condiviso dagli ex abitanti lo hanno fatto diventare un ” albergo diffuso”. Hanno rimesso a nuovo le case, ristrutturato i fienili, piantato fiori , aggiustato la chiesetta , tutto secondo la tradizione della Slavonija, ed proprietari sono tornati a lavorare i campi a piantare orti e frutteti. Le 30 anime, non di più, che ci vivono, ora accolgono anche i turisti nelle loro casette che sembrano uscire da una fiaba antica, con dei prezzi incredibili!

 

ISLANDA
Nella terra dei Ghiacci. Un luogo fantastico nel sud orientale dell’Isola: nella laguna glaciale Jokulsarlon galleggiano azzurri iceberg, che si staccano dal più’ vasto ghiacciaio d’Europa: il Vatnajkull, che si estende per 8400 kmq. Con l’alta marea alcuni pezzi raggiungono l’oceano e si trasformano in cristalli trasparenti… come diamanti… un regalo del grande gigante bianco alle acque del mare.

 

BULGARIA
Vale da solo il viaggio: nei pressi del villaggio di Sveshatari nella regione Di Razgrad in Bulgaria, la campagna è punteggiata da cumuli di terra alti una dozzina di metri e larghi fino a 70. Sono tombe e raccontano una storia antica…